Il ruolo degli attori istituzionali nella progettazione integrata: una ricognizione empirica della programmazione e valutazione dei Pit in Molise, Basilicata, Campania e Calabria di A. Federico
L’obiettivo di questo elaborato è quello di verificare se il Progetto Integrato Territoriale sia riuscito o meno a cambiare il modo in cui si percepisce e si gestisce la cosa pubblica; cioè se le amministrazioni locali (Province, Comuni e Comunità Montane) sono diventate le principali protagoniste della progettazione integrata e se la Regione ha instaurato con i soggetti locali un rapporto cooperativo e collaborativo. Per questo motivo, abbiamo analizzato il ruolo giocato dai diversi organi istituzionali (Regioni, Province, Comuni, etc.) all’interno dei PIT di quattro regioni italiane: Campania, Calabria, Basilicata e Molise.
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Inserito il 30/3/2007
Il Parco delle politiche sociali vesuviane. Il policy network dell'Ambito 9 di V. Sepe
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Inserito il 30/3/2007
Sviluppare gli "Attrattori": dalle politiche ai progetti di S. Lubreto
Una ricostruzione di parte del vasto dibattito sullo sviluppo locale ed un’analisi delle
interazioni fra i diversi livelli di governo (governance multilivello) provando a rilevare le
disfunzioni che intervengono nell’attuazione delle politiche di sviluppo regionale, in
particolare, ho seguito la realizzazione del Progetto Integrato Territoriale, “Grandi Attrattori
Culturali” (PIGAC) Campi Flegrei, documentandomi sugli obiettivi previsti e partecipando
ad alcune fasi dell’animazione: i Focus Group nell’ambito della misura 2.3 del POR
Campania.
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Inserito il 4/12/2006
Rifiutare la politica: la politica dei rifiuti
di L. Iaccarino, M.R. Crispino, M. Carabellese
Tre contributi sulla partecipazione dei cittadini ai
processi decisionali conflittuali come quelli relativi allo smaltimento dei
rifiuti. Il primo prova a tracciare una mappa degli approcci decisionali
(deliberativi), mentre gli altri due s’addentrano nella governance dei
rifiuti in Campania e nel Mezzogiorno, attraverso la rassegna di alcuni
avvenimenti particolarmente significativi. Dalla descrizione dei diversi
casi emerge un quadro di situazioni esplosive, non trattate con le dovute
precauzioni, che sprigionano conflitti di portata drammatica, ma
emblematici rispetto agli approcci seguiti da decisori perennemente in
ostaggio dell’emergenza.
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Inserito il 11/ 04 /
2006
Dal Patto territoriale Napoli Nord-Est all'Agenzia
di sviluppo locale "Città del Fare" di F. Barbato
La ricerca ha come obiettivo l’analisi di una politica territoriale dell’Unione Europea in Campania: il Patto territoriale a nord-est di Napoli. Esso nasce nel 1995 finanziato dal CIPE e si trasforma nel 1998 in Patto territoriale per l’occupazione. Questa esperienza è da diverse ricerche considerata un caso di eccellenza, per la sua capacità di spesa, infatti, ha sfruttato circa il 98% dei fondi POM e ha prodotto all’incirca 1000 nuovi occupati. Attraverso la rappresentazione che gli attori territoriali hanno di questa politica, si evincono numerosi limiti in termini di sostenibilità. Inoltre, il report si sofferma sull’evoluzione organizzativa dell’Agenzia “Città del Fare”, analizzando (interviste ad alcuni attori privilegiati) l’impatto che essa esercita sul livello percettivo della società locale.
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Inserito il 23/ 05 / 2005
Il PIT Turistico Ravello Città della Musica di S. Coppola
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Inserito il 29 / 03 /2005
Paradosso Vesuvia di G. Mennella
“Vesuvia, la scelta possibile” è il titolo del progetto elaborato dalla Regione Campania, teso a mitigare il rischio-Vesuvio nei 18 Comuni inseriti nella “famigerata” zona rossa. Ci riferiamo ad un valore esposto di circa 600.000 abitanti che risiedono in un territorio posto sotto il costante rischio di un vulcano attualmente in stato di quiescenza, ma che da un momento all’altro potrebbe manifestare tutta la sua energia distruttiva.
Di suddetta politica regionale, ho individuando le procedure della decisione, gli attori implicati e quelli potenziali, analizzato il modello utilizzato per la sua implementazione, la messa in opera ed i primi risultati conseguiti, attraverso l’approccio neo- istituzionale elaborato da March J. G. e Olsen J. P. La realizzazione di questo complesso lavoro è stata resa possibile grazie alle quindici interviste effettuate a Sindaci dei Comuni della zona rossa, tecnici di protezione civile, esperti vulcanologi, dirigenti regionali e presidenti di comitati di quartiere.
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Inserito il 7/02/2005
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